
Pubblicato nel 1697 nelle Storie o racconti del tempo passato, il racconto di Barbablù di Charles Perrault narra il matrimonio di una giovane donna con un uomo ricco le cui precedenti mogli sono misteriosamente scomparse. Il racconto culmina attorno a una chiave insanguinata, prova della disobbedienza della moglie, e si conclude con l’esecuzione del marito grazie all’intervento dei suoi fratelli.
La moralità che Perrault colloca alla fine del testo non condanna l’assassino, ma punta la curiosità femminile, un paradosso che alimenta le letture critiche da oltre tre secoli.
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Per approfondire questo paradosso, un analisi della moralità di Barbablù permette di misurare il divario tra il testo di Perrault e le interpretazioni che ha suscitato.
La chiave e il sangue: un dispositivo narrativo che intrappola il lettore
Il racconto si basa su un meccanismo che gli altri racconti della raccolta di Perrault non utilizzano con la stessa brutalità. Barbablù consegna un mazzo di chiavi alla moglie, le dà accesso a tutte le stanze, poi vieta una di esse. Il divieto riguarda un oggetto fisico (la chiave dell’armadio) che diventa prova materiale della trasgressione: la macchia di sangue sulla chiave non si cancella, qualunque cosa faccia la moglie.
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Questo dettaglio tecnico trasforma il racconto in una trappola. La chiave funziona come un informatore prima del tempo. La moglie non ha alcun modo di nascondere la sua disobbedienza, il che pone una domanda raramente formulata: Barbablù sapeva che la curiosità avrebbe prevalso? Il testo di Perrault suggerisce di sì, poiché il marito parte in viaggio proprio per creare le condizioni della trasgressione.
Il sangue che segna la chiave rimanda a una simbolica multipla. Le letture psicoanalitiche vi vedono una metafora sessuale, mentre altre analisi collegano questo motivo ai racconti di camera proibita presenti in versioni più antiche del racconto, in particolare varianti canadesi e racconti cristianizzati del centro della Francia dove un essere diabolico sostituisce il marito.

Moralità di Barbablù presso Perrault: una risposta a Boileau sulla curiosità delle donne
La moralità in versi che Perrault aggiunge alla fine del racconto mira esplicitamente alla curiosità. Il testo presenta la disobbedienza della moglie come il motore del dramma, senza una parola sul fatto che l’armadio conteneva i cadaveri delle precedenti mogli. Perrault condanna la curiosa, non l’assassino.
Questa asimmetria non è un accidente. Studi sull’intertestualità della raccolta mostrano che Perrault dialoga con Boileau sulla questione della curiosità femminile. Dove la tradizione satirica (quella di Boileau, in particolare) riduce le donne a esseri governati dalle loro pulsioni, Perrault adotta una postura più ambigua. La sua moralità sembra riprendere il cliché misogino, ma il racconto stesso lo contraddice: è la curiosità della moglie che rivela i crimini di Barbablù.
Una doppia lettura inscritta nella struttura del racconto
Il testo funziona su due livelli. La moralità esplicita, destinata al lettore di salotto, riafferma un luogo comune sulla natura femminile. Il racconto, invece, mostra che la disobbedienza salva l’ultima moglie e pone fine ai delitti seriali. La curiosità punita nella morale è premiata nella storia.
Questa tensione tra moralità e narrazione distingue Barbablù dagli altri racconti della raccolta. In Cappuccetto Rosso o Cenerentola, la morale prolunga il racconto. In Barbablù, lo contraddice. I dati disponibili non permettono di concludere se Perrault volesse sovvertire il discorso misogino della sua epoca o semplicemente giocare con i codici del genere. Le due ipotesi coesistono nella critica letteraria.
Versioni dei fratelli Grimm e racconto di Perrault: due morali opposte
La versione tedesca del racconto, così come i fratelli Grimm l’hanno raccolta, inverte la prospettiva morale. Nel loro racconto, la sorella che scopre il segreto dell’assassino è valorizzata per il suo coraggio. La sua curiosità non è un errore, ma un atto di resistenza che consente la liberazione delle vittime.
- Presso Perrault, la moralità punta la curiosità come difetto femminile, pur lasciando che il racconto la riabiliti implicitamente.
- Presso i Grimm, la curiosità è esplicitamente salvifica e il testo non la condanna in nessun momento.
- Le varianti canadesi e quelle del centro della Francia collocano il racconto in un contesto religioso dove il divieto riguarda il sacro, non il coniugale.
Queste divergenze rivelano concezioni culturali diverse del rapporto tra donna, sapere e potere. Il racconto cambia morale a seconda della cultura che lo trasmette, il che indebolisce ogni lettura universalizzante.

Adattamenti in streaming e diluizione della critica sociale del racconto
Le piattaforme di streaming offrono adattamenti di Barbablù destinati ai bambini. Queste versioni, spinte dagli algoritmi di raccomandazione, tendono a semplificare il racconto per renderlo compatibile con gli standard di contenuto familiare. La camera proibita perde la sua carica morbosa. Il sangue scompare. La moralità si riduce a un messaggio generico sull’obbedienza o, al contrario, sul coraggio.
Ciò che gli algoritmi filtrano nel racconto di Perrault
Il problema non sta nell’adattamento in sé (il racconto è sempre stato riscritto), ma nel meccanismo di selezione. Gli algoritmi favoriscono i contenuti che massimizzano il tempo di visione nella fascia d’età mirata. Un racconto in cui un marito uccide le sue mogli e dove la morale incolpa la vittima non corrisponde ai criteri di ritenzione di un pubblico giovane.
- La violenza coniugale, motore del racconto originale, è attenuata o rimossa.
- La tensione tra moralità esplicita e racconto implicito scompare a favore di un messaggio univoco.
- La critica sociale che Perrault rivolgeva alla sua epoca (il potere assoluto del marito, la sottomissione attesa della moglie) viene cancellata.
- Il personaggio della sorella Anna, che attende i soccorsi, perde la sua funzione narrativa di sospensione del tempo.
Il risultato è un racconto amputato della sua dimensione disturbante. Ciò che costituiva la forza di Barbablù (un testo che dice una cosa nella sua morale e il contrario nel suo racconto) diventa un racconto lineare in cui il bene trionfa sul male senza ambiguità.
Questa trasformazione non è esclusiva di Barbablù. Colpisce l’intero repertorio dei racconti classici adattati per il digitale. Il racconto di Perrault, concepito per un pubblico adulto della corte di Luigi XIV, resiste male a una normalizzazione algoritmica che elimina precisamente ciò che lo rendeva sovversivo.